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MEDIAZIONE ETNOCLINICA

“Il mediatore etnoclinico è un professionista impegnato, militante, partigiano, schierato in modo esplicito con ognuna delle parti coinvolte nel processo di cura. Crea ponti, legami che permettono all'informazione di transitare nei due sensi…”

Lelia Pisani

Che cos’è la Mediazione Etno-clinica?

La Mediazione Etno-clinica è un approccio teorico e pratico, multidisciplinare, che nasce dall’incontro tra antropologia, clinica, psicologia, lavoro sociale e mediazione culturale.
È uno strumento che facilita la comprensione e la relazione nei contesti in cui persone e istituzioni (scuola, sanità, servizi sociali, accoglienza, giustizia) faticano a incontrarsi, a comunicare o a comprendersi. Dall’incomprensione nasce una sofferenza che impedisce o rallenta la presa in carico sanitaria, scolastica, sociale o legale dell’individuo o della famiglia.
Non si limita alla traduzione linguistica, ma lavora sui significati, sulle rappresentazioni culturali e sui vissuti (individuali e storici) che influenzano il modo di parlare, di agire, di stare male e di chiedere aiuto.

Il prefisso etno- (èthnos: popolo, gente) si riferisce proprio a questa caratteristica dell’approccio: ogni umano è il prodotto di una cultura di provenienza con cui interpreta il mondo, esteriore ed interiore, ed è per tale ragione che siamo tutti etno. La parola -clinica (kline: letto) rimanda all’esperienza di cura e alla sofferenza su cui si lavora con gli strumenti messi a disposizione dalla psicologia e dall’antropologia.


 

A chi è rivolta o meglio da chi può essere richiesta?

La Mediazione Etno-clinica è rivolta a:

  • istituti scolastici;
  • strutture sanitarie: ospedali, consultori, ecc. 
  • centri di accoglienza;
  • istituti penitenziari;
  • enti del Terzo Settore;
  • operatori ed équipe dei servizi sociali, sanitari, educativi e di accoglienza che si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà relazionale, comunicativa o decisionale;
  • persone con background migratorio o appartenenti a minoranze culturali;
  • chiunque viva una condizione di sofferenza legata alla difficoltà di comunicare e di essere comprese nei rapporti con i servizi di primo livello delle istituzioni (sanità, scuola, servizi sociali, accoglienza).


 

Quando Serve?

La mediazione etno-clinica è indicata quando:

  • la relazione tra persona e istituzione è bloccata o conflittuale;
  • emergono incomprensioni legate a differenze culturali, linguistiche o simboliche;
  • un intervento non produce gli effetti attesi e genera frustrazione o distanza;
  • si manifestano squilibri di potere, silenzi, resistenze o fraintendimenti;
  • la sofferenza non riesce a trovare parole comprensibili per entrambe le parti.


 

Come funziona?

La mediazione etno-clinica crea uno spazio di ascolto e di riflessione condivisa in cui vengono accolte le narrazioni delle persone e quelle dei servizi.
Attraverso il confronto tra più sguardi professionali, aiuta a leggere ciò che accade oltre il “problema” apparente, decifra gli impliciti e i “non detti” restituendo senso ai vissuti, ai comportamenti e alle parole.
L’obiettivo non è trovare una soluzione rapida, ma ricomporre la relazione, favorire una presa in carico più equa e riattivare possibilità di dialogo e di collaborazione.


 

Perché richiedere una mediazione etnoclinica?

Richiedere una mediazione etnoclinica significa:

riconoscere la complessità delle situazioni umane e istituzionali;

evitare letture stereotipate o riduttive dei comportamenti;

uscire da una lettura folkloristica della cultura inserendola in un contesto storico, politico e sociale.

migliorare la qualità degli interventi e delle relazioni;

sostenere operatori e servizi nei momenti di impasse;

restituire voce e dignità alle persone coinvolte nei percorsi di cura, educazione e accoglienza.


 

Come richiedere una consulenza? 

È possibile richiedere una consulenza di mediazione etno-clinica compilando il modulo di richiesta disponibile di seguito:

 

 


 

 

Le richieste vengono valutate per individuare la modalità di intervento più adeguata:

  • consulenza individuale o all’equipe di lavoro
  • supervisione
  • lavoro in équipe
     

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